Guida al sito

Com’è organizzato il sito

Questo sito (blog) è composto da una serie di articoli (“post”) e pagine organizzate in questo modo:

  • ogni località del Lazio trattata (tutti i Comuni e alcune Frazioni) ha il suo articolo (post) dedicato
  • tutti gli articoli sono raggruppati in pagine di indice, per Provincia di appartenenza. Sono i link che vedete in cima ad ogni pagina sotto il banner.
  • a completamento ci sono ulteriori pagine su argomenti generali e trasversali, indipendenti dalla singola località

Articoli

Ogni articolo è strutturato in quattro sezioni:

  1. Informazioni principali
    • Piccola carta d’identità della destinazione, vista da un viaggiatore. Innanzitutto preciso se le informazioni che ho scritto le ho anche provate di persona (al momento della scrittura) o sono ancora in forma di appunti non verificati sul campo. Poi sbrodolo giù altre informazioni che in parte ripetono le “categorie” (vedere oltre), in parte le completano: visitabile nei giorni feriali / festivi, compagnia di trasporto di riferimento, numero di cambi, prerequisiti, linea di riferimento, frequenza, distanza da Roma, capolinea di Roma di riferimento. Da notare in particolare i “prerequisiti”: sono le località che dovreste aver già visitato o familiarizzato per poter agevolmente visitare quella in oggetto. Perlomeno, questo è il mio consiglio.
  2. Come arrivare a (località) da Roma
    • Informazioni e consigli sull’andata
  3. Come tornare a Roma da (località)
    • Informazioni e consigli sul ritorno
  4. Capolinea e/o fermate principali
    • Illustro, con l’aiuto di Google Maps “embedded” direttamente nell’articolo, o con foto ad integrazione se necessario, dove sono esattamente le fermate principali e/o il capolinea di riferimento. In questa sezione sono riassunte sia le fermate di andata che quelle di ritorno. Se sono tante il caricamento pagina web sarà rallentato dalle numerose Google Maps inserite. Se sono troppe cerco di suddividere questa sezione in più sotto-articoli.

NB in genere negli articoli non scrivo dettagli sugli orari delle corse, perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, vanno sempre consultati aggiornati sul sito ufficiale della rispettiva azienda di trasporto. Quando cito esplicitamente alcuni orari è perché sono cristallizzati da anni e/o casi in cui le corse utilizzabili sono molto poche, ma nulla vieta che la situazione cambi da un momento all’altro.

Gli articoli sono ulteriormente classificati e ricercabili per tag e categorie. Le pagine, essendo di interesse generale e comunque in numero ristretto, non hanno né tag né categorie.

Tag

Come tag, che all’atto pratico sono le parole chiave utilizzate sui motori di ricerca, ho scelto di mettere i nomi delle località e delle compagnie di trasporto di cui servirsi per arrivarci.

Oltre a questi, come località in un primo momento mettevo non solo la località trattata nell’articolo ma anche le altre località toccate dalla stessa linea di trasporto pubblico, in quanto correlate.

Ripensandoci, proprio perché sono le parole chiave di ricerca, ho lasciato solo la località oggetto dell’articolo e invece ho inserito altri tag fissi come “bus”, “come arrivare”, “mezzi pubblici” etc. immaginando le ricerche tipo degli utente sul loro motore di ricerca.

Categorie

Le categorie che ho pensato di applicare agli articoli, e quindi alle varie destinazioni trattate, si riferiscono in primo luogo alle caratteristiche del viaggio da affrontare per arrivarci, e solo in secondo luogo alle località stesse.

Distanza

La prima categoria è la distanza di viaggio da Roma. Per farla più semplice e pratica nel calcolo delle distanze ho considerato esclusivamente le tratte tariffarie dei mezzi da prendere (bus, treno), che, qui nel Lazio, sono già comodamente impostate a multipli di 10 km, sia in casa Cotral che in casa Trenitalia. Dove il viaggio prevede di effettuare dei cambi, la distanza è calcolata come somma delle tratte. In caso di più rotte disponibili si considera quella più breve o quella più praticabile. Se l’andata e il ritorno devono seguire rotte diverse, si considera la più lunga delle due. Le categorie di questo criterio di classificazione sono quindi: “10 km“, “20 km“, “30 km“, etc. Attualmente il record è 160 km.

Visitabilità

La possibilità di visitare le nostre destinazioni, secondo la regola di usare esclusivamente mezzi pubblici per gli spostamenti, è determinata direttamente dalla disponibilità di corse bus o treno.

La categoria forse più importante riguarda quindi la “raggiungibilità” del posto, o meglio la sua “visitabilità“. Per i nostri scopi non basta “raggiungere” un posto, si vuole poterlo anche “visitare”, il che significa avere sufficiente tempo a disposizione tra l’andata e il ritorno per una visita dignitosa. Il tempo minimo che considero è di 1 ora.

Dopo aver chiarito il concetto di “visitabilità”, che sta alla base di tutto questo progetto, mi permetto di scrivere sulla lavagna virtuale a lettere cubitali il primo insegnamento che ho tratto dalle mie esperienze e ricerche di viaggio nel Lazio:

Tutte le località del Lazio sono “raggiungibili” ma purtroppo non tutte sono visitabili.

Teorema verificato negli anni 2012, 2013, 2014. Vedremo per il futuro. Aggiornamento: il futuro è arrivato e dice che il teorema è verificato anche nel 2015 e nel 2016, anzi nel 2016 la situazione è peggiorata: in conseguenza dei tagli al servizio Cotral con decorrenza 07/01/2016, è aumentato il numero di destinazioni “non visitabili” e si è ridotto il numero di destinazioni visitabili nei giorni festivi.

Attenzione: “non visitabilenon corrisponde a “non servita da trasporto pubblico“, cioè zero corse disponibili. La cosa è più sottile. Il caso classico da mani nei capelli è anzi di avere 1 o 2 corse giornaliere a servizio di una località, ma distribuite in modo tale da non essere entrambe utilizzabili da un visitatore esterno. Il forestiero, a meno di non accamparsi o pernottare (ma così violerebbe le regole del gioco), può accedere solo a una delle due corse, tipicamente quella pomeridiana, dopodiché c’è il nulla. Se scende, rimane a piedi, perché non ci sono corse successive. Game over, ragazzi.

Queste destinazioni non visitabili sono categorizzate come “destinazioni impossibili“.

Tutte le altre che sono invece visitabili sono divise in “solo feriali” e “anche per giorni festivi“. Le destinazioni “solo feriali” non sono visitabili nei giorni festivi, per assenza di un numero sufficiente di corse, assenza che tante volte è totale. Le destinazioni “anche per giorni festivi” sono visitabili sia nei feriali che nei festivi. Generalmente è sempre più facile visitarle nei feriali per maggior numero di corse a disposizione, ma il consiglio è di conservare il tempo “feriale” a disposizione (in pratica il Sabato) per le destinazioni solo feriali.

Complessità (numero di cambi)

Non tutti i viaggi sono uguali, anche a parità di distanza. Non è detto che i viaggi più corti siano i più facili o che i viaggi più lunghi siano per forza difficili.

Un altro parametro che può aiutare a dare un’idea più completa del viaggio da affrontare è il numero di cambi. Secondo questo parametro le destinazioni si categorizzano in:

  • corsa diretta da Roma“: non serve cambiare, esiste una linea che vi ci porta direttamente da Roma
  • mezzi 2 (cambi 1)“: non ci sono corse dirette da Roma, ma ci potete arrivare con un cambio
  • mezzi 3 (cambi 2)“: sono necessari due cambi

Fino ad oggi non ho riscontrato casi in cui sono richiesti più di due cambi.

I cambi sono un indice di complessità del viaggio perché banalmente costringono il viaggiatore a tener conto delle coincidenze negli orari e quindi a prestar maggiore attenzione al tempo a disposizione. Senza contare poi il moltiplicarsi dei titoli di viaggio da gestire.

NB nel computo dei mezzi da prendere considero solo quelli extraurbani da Roma a fuori, non anche quelli da prendere da Roma a Roma per raggiungere il capolinea extraurbano di riferimento.

Andata e Ritorno

Non sempre il ritorno segue il percorso dell’andata, al contrario. In alcuni casi è più conveniente, o è l’unica soluzione disponibile, tornare (a Roma) per tutt’altra strada, magari in un primo momento allontanandosi ancora di più da Roma. Questa casistica particolare è indicata con la categoria “ritorno asimmetrico” e non è attribuita soltanto perché c’è la possibilità di un ritorno diverso dall’andata, ma solo quando è l’unica soluzione possibile o è più conveniente.

Particolare è il caso di “ritorno circolare” in cui, come per un “asimmetrico”, si torna per una strada diversa dall’andata, ma tra andata e ritorno è sempre la stessa linea e il diverso percorso è dato dal fatto che la linea è strutturata proprio come una circolare in cui ogni località (tranne la partenza) è toccata una volta sola.

I casi regolari dove invece il ritorno è prevedibilmente specchio dell’andata sono categorizzati come “ritorno classico“.

L’albero delle linee

Il trasporto pubblico, su qualsiasi vettore, è sempre organizzato in linee. Rispetto alle linee disponibili, alcune località si configurano come “nodi di scambio” se sono capolinea o comunque incrocio di più linee diverse. I capolinea toccati da una sola linea non sono nodi di scambio bensì punti terminali, avamposti, “foglie” se usiamo l’astrazione “albero” per visualizzare mentalmente la rete di trasporto pubblico. Completando il quadro, le località intermedie che non sono né nodi né foglie, quindi non capolinea ma località di passaggio, sono indicate come “rami“.

Esempio: linea “Tivoli – Ciciliano – Cerreto Laziale – Gerano“. Tivoli è “nodo di scambio”, Gerano è “foglia”, Ciciliano e Cerreto “rami”.

Per maggiore completezza ho incluso articoli dedicati a frazioni che non hanno interesse di visita in sé ma sono importanti nodi di scambio, punti di riferimento per il viaggiatore.

Familiarizzare con i “nodi di scambio” in genere ha come effetto lo “sblocco” di parecchie altre destinazioni. Vedeteli come “campi base” da “conquistare” per raggiungere vette sempre più alte (= destinazioni più lontane).

Provincia di appartenenza

Infine le località sono categorizzate per provincia di appartenenza: “Provincia di Roma“, “Provincia di Viterbo“, “Provincia di Frosinone“, “Provincia di Latina“, “Provincia di Rieti“.

Raramente ho anche incluso anche località site in “Altra Regione“, principalmente perché nodi di scambio necessari/utili per visitare località del Lazio. Esempi: Carsoli (AQ), Orvieto (TR).

Non mi è sembrato il caso di mettere una categoria per distinguere i comuni dalle frazioni perché storicamente alcune frazioni un tempo erano comuni indipendenti e viceversa.

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