Roccantica (RI)

Informazioni principali

  • Stato percorso: provato
  • Visitabile nei giorni feriali: SI
  • Visitabile nei giorni festivi: NO
  • Servito da: bus CO.TRA.L.
  • Linea di riferimento:
    • Poggio Mirteto scalo – Cantalupo in Sabina – Casperia – Roccantica – Poggio Catino – Poggio Mirteto città
  • Gestore servizio trasporto pubblico urbano: N/A
  • Cambi (quanti mezzi prendere): 2
  • Frequenza: discreta
  • Distanza approssimativa da Roma: 70 km (si conta il totale in tratte chilometriche dei mezzi da prendere, la distanza in linea d’aria può essere inferiore)
  • Prerequisito: Poggio Mirteto scalo

Come arrivare a Roccantica da Roma

Roccantica è stata una delle località sabine che più ho desiderato visitare da quando ho visto, grazie a Google Maps, la “via del Campanile” con il bus Cotral (una vecchia gloria modello 370S) immortalato in piena manovra giusto sotto di esso. Il filare di case poggiate su una base di pietra viva, il campanile basso, il verde rigoglioso e il blu raggiante tutt’intorno mi davano un senso potente di autenticità. “Devo andarci”, pensavo. Vedere, vivere, immortalare, prima che cambi, o sparisca, o prima che sia io a sparire.

In un primo tempo però ci ho dovuto rinunciare perché l’orario appariva sconfortante. Sembrava che la prima corsa utile partisse da Cantalupo in Sabina alle 12:45 (!). Non solo, ma i ritorni sembravano pochi, scomodi e rischiosi. Ero al primo anno di esplorazioni laziali: non avevo ancora confidenza con l’interscambio bus – treno, men che meno avevo esperienza con la rete Cotral né ero a conoscenza di una serie di trabocchetti nella pubblicazione degli orari. Così Roccantica, come tante altre località, per motivi simili, finì nel cassetto dei miei sogni di viaggio.

Ritornai sulla questione un paio d’anni dopo, quando vidi una foto promozionale di Roccantica per EXPO (Milano 2015) campeggiare sul retrotreno di un bus urbano dell’atac in giro per Roma. Scoprii poi che la foto era stata scattata da “Piazza Sauro”. Ad ogni modo ormai ero un viaggiatore più “scafato”, se non altro con l’occhio più allenato a cercare spiragli e combinazioni negli orari che fossero “aggredibili” – quindi ricominciai la ricerca.

Allora ricapitolando, l’obiettivo era rimasto: arrivare a Roccantica di mattina, ben prima di mezzogiorno, per aver tempo sufficiente per una visita fatta come si deve senza correre.

Con un po’ di esperienza accumulata “sulle spalle” (beh, occhi e gambe più che altro), stavolta ci vollero solo pochi minuti per trovare il machiavello. Sull’orario di Roccantica mi balzò subito all’occhio la corsa delle 9:00 da Casperia, che prima avevo glissato totalmente – perché partiva da Casperia. “Seh, e come ci arrivo a Casperia, così presto?” pensai forse anni fa. Un momento. Riprendiamo l’orario di Poggio Mirteto. Ecco qua: corsa per Casperia alle 8:40, dalla stazione. Hmm. Vediamo su Pianifica Viaggio quando arriva a Casperia. Alle 9:00. Doppio “hmm”. Controlliamo i treni! … Treno 21732 ore 7:46 da Roma Tiburtina, arrivo a Poggio Mirteto ore 8:34. Bingo! Ecco la soluzione!! Tra parentesi, le 7:46 sono quasi di lusso, avendo fatto il callo con le 7:18 per Orte->Viterbo…

Ehi ma sei sicuro, mi direte voi? Stai contando su un cambio nella remota (?) località di Casperia per arrivare nell’ancor più remota (??) località di Roccantica, cambio che lo stesso tool Pianifica Viaggio ti dà con uno slargo inferiore a 3 minuti in caratteri rossi allarmanti?? Sissignore. Perché questa altro non è che l’ennesimo caso di “corsa spezzata”. Ero pronto a scommetterci, avendo già scoperchiato questo meccanismo in altri casi – le prime volte sempre per caso naturalmente, poi invece scovate con sempre maggior fiuto.

Non restava che partire per la prova del nove, ed ebbi la conferma sul campo. Questa mitica “corsa spezzata negli orari” con partenza alle 8:40 da Poggio Mirteto scalo, in coincidenza col treno partito alle 7:46 da Roma Tiburtina, apparentemente si ferma con destinazione finale Casperia alle 9 ma in realtà prosegue con la stessa vettura, stesso autista, senza tempi di sosta, concatenando un’altra corsa Casperia – Roccantica – Poggio Catino – Poggio Mirteto, in partenza appunto da Casperia alle 9. In buona sostanza, ciò che risulta come due corse distinte in coincidenza rischiosa in realtà è una sola corsa spezzata in due nella pubblicazione degli orari, corsa che è invece la versione completa della linea sottostante che di fatto è quasi una circolare: Poggio Mirteto scalo -> Cantalupo in Sabina -> Casperia -> Roccantica -> Poggio Catino -> Poggio Mirteto città. Guardate sulle cartine: è quasi un cerchio.

Il biglietto conviene senz’altro farlo considerando la tratta Poggio Mirteto scalo – Roccantica anche perché di fatto non c’è nessun cambio da fare. Il cambio bus negli orari pdf è solo apparente, un trabocchetto!

Come tornare a Roma da Roccantica

Come ulteriore bonus, il cerchio funziona anche al contrario o comunque di fatto come ritorni si possono considerare anche le corse per Casperia perché da Casperia ci sono più ritorni a disposizione per Poggio Mirteto scalo di quanti ne appaiano diretti da Roccantica. Quindi problema risolto su tutta la linea.

Beh sul campo ebbi comunque una sorpresa ma solo sull’ubicazione della fermata a Roccantica. Leggete oltre per i dettagli.

Capolinea e/o fermate principali

In apertura ho citato la foto Google Maps al 370S Cotral giusto sotto il campanile:

Non c’è dubbio quindi su dove fermi il bus, giusto? Più inequivocabile di così!

Invece, sorpresa.

L’autista, molto disponibile, mi dice che se voglio scendere a Roccantica la fermata è qui, il bus non prosegue oltre, torna indietro – e anche per il ritorno, si prende sempre da qui. Questo era il punto, ma tenete conto che l’immagine Google (2011) è ormai obsoleta:

Quest’angolo, che nonostante le apparenze dista solo 200 – 300 metri da via S. Valentino che è l’ingresso al centro storico, giusto 1 mese prima della mia visita è stato completamente rifatto. La curva è stata tagliata formando una specie di rotatoria con un lato rettilineo, dotato di nuovissima pensilina e piazzola per la fermata dell’autobus. Ecco delle foto di come appare adesso; nella prima foto si vede il bus ormai ripartito che ha completato il giro della nuova rotatoria e sta tornando a valle.

Roccantica nuova fermata 1

Roccantica nuova fermata 5

Roccantica nuova fermata 3

Ironia della sorte il viaggio di andata l’ho fatto sulla stessa identica vettura (8089) che Google nel 2011 fotografò alla vecchia fermata sotto il campanile. E io che per tutta la corsa già gongolavo all’idea di rifare la stessa foto di persona, cioè catturare dal vivo la stessa visione che tanto mi spinse a voler arrivare qui: case in pietra+campanile+cielo azzurro+verdi colline+bus storico… niente, sono rimasto con un pugno di mosche.

Su via S. Valentino, dov’è rimasta (per ora) la vecchia pensilina che corrisponde alla fermata tuttora pubblicata (appunto “via S. Valentino”) ho trovato affisso questo avviso (quello a destra) che spiega tutto:

Roccantica avviso spostamento fermata

Dietro questo asettico avviso si nasconde l’implacabile avanzata del mezzo privato contro il mezzo pubblico. Quest’anno sembra proprio di moda. Provvedimenti simili nel 2015, che io sappia, sono stati attuati ad Ischia di Castro (costringendo a camminate di 1 km, altro che 200 m come qui a Roccantica), ad Albano Laziale, a Genzano, ogni volta con grande soddisfazione delle istituzioni – pare. Degli autombilisti e camionisti – molto probabilmente. Degli utenti del bus, non credo proprio. Senza dimenticare che nel decennio scorso sono stati effettuati tagli ben più drastici, eliminando per esempio molte corse festive o interi collegamenti verso comuni che oggi sono costretto a classificare – proprio per questo motivo – come destinazioni impossibili. Tutti tagli ordinati dalla regione o dal comune di turno. Non bisogna cadere nella trappola delle apparenze e incolpare Cotral di questo genere di tagli.

Qui a Roccantica la Via San Valentino è diventata forse più bella togliendo il bus? Io dico proprio per niente, anzi: ora ha il potenziale per assomigliare sempre più a uno squallido parcheggio di macchine. Prima, visto che doveva esser lasciato uno spazio per le manovre del bus, ce n’erano giocoforza di meno. Ora non c’è niente che le fermi.

Cosa ci insegna tutto questo? Che il “brutto” e il “peggio” avanzano ogni giorno e per chi porta dentro di sé la molla del viaggio e della scoperta di questa meravigliosa regione non c’è tempo da perdere. Veramente non c’è tempo da perdere. Domani potrebbe esser “troppo tardi” per qualcos’altro, da qualche altra parte, chissà dove. Chissà per quante cose è già troppo tardi adesso, o era già troppo tardi un mese fa.

Comunque a parte questa nota per me dolente la visita al borgo in sé mi è piaciuta molto, è stata anche superiore alle aspettative. A chi in generale sa apprezzare questo tipo di destinazioni, dico che Roccantica merita il viaggio. Senza se, senza ma.

Rimpiango solo di non esserci arrivato prima. E dire che sarebbero bastati pochi mesi e avrei realizzato un altro piccolo sogno che ora invece dovrà ritornarci per sempre, nel cassetto, per poi un giorno sparire.

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