Greccio (RI)

Informazioni principali

  • Stato percorso: provato
  • Visitabile nei giorni feriali: NO
  • Visitabile nei giorni festivi: NO
  • Servito da: bus CO.TRA.L.
  • Cambi (quanti mezzi prendere): 2
  • Prerequisito: Rieti
  • Linea di riferimento: Rieti – Contigliano – Spinacceto – Limiti di Greccio – (Sellecchia) – (Santuario) – Greccio – Spinacceto – Contigliano – Rieti
  • Frequenza: impossibile
  • Distanza approssimativa da Roma: 100 km (si conta il totale in tratte chilometriche dei bus da prendere, la distanza in linea d’aria può essere inferiore)

Come arrivare a Greccio da Roma

La linea Cotral da Rieti c’è; è circolare e le corse sono ben spaziate tra loro. Peccato che quella del mattino (tralasciando quella dell’alba) parte alle 8:15. Per stare a Rieti a quell’ora dovreste partire alle 6:25 da Roma Tiburtina.

OK, e dopo le 8:15?

Dopo le 8:15 c’è alle 14:10.

E dopo ancora?

Alle 17:55.

E poi?

Basta, finite. E quante ne volete?

Il succo è che se abitate a Rieti non dovreste aver nessun problema, ma se state a Roma siete fregati. O vi fate una levataccia e partite alle 6 di mattina – se volete proprio farlo, fatelo almeno d’estate – o andate comodi ma poi ve la giocate tutta con l’ultimo ritorno (e a Roma tornereste comunque in tarda serata). Se salta siete a piedi. Avete un numero di taxi?

Ehi, ma il treno?

Eh già, il treno, quello della linea a binario unico e non elettrificato Rieti – Terni. Peccato che la stazione sta una decina di chilometri dal paese.

Ma nella foto di Google Maps si vede una palina con orario di bus!

Certo, quello è il servizio urbano di Troiani che però è per il vicino comune di Contigliano. La linea circolare per Greccio paese c’è, la “C”, però ha solo una corsa al giorno, e parte alle… tratteniamo il respiro… 8:40.

Azz…

Niente, non si scappa dalla levataccia.

Io ho fatto un giro di prova con la corsa Cotral delle 14:10, è ottima, passa anche davanti al Santuario… se non fosse che è l’unica. Non avete idea che rosicata non poter scendere una volta arrivati.

Comune di Greccio, (e Regione Lazio), state leggendo?

Siete famosi in tutto il mondo e i turisti non possono venire a visitare il vostro paese con il trasporto pubblico. Di fatto obbligate a prendere il taxi o la macchina, o qualche torpedone privato in gruppo. Nel 2014 2016. Ma vi rendete conto?

Santuario, Murales nel centro storico, Museo del Presepe, ristoranti vari, iniziative etc. etc., tutto inaccessibile al turista perché un autobus di fatto non c’è. Con il servizio di oggi il turista può solo prendere la corsa delle 14:10 – tra l’altro, in un giorno non scolastico – e guardare Piazza Roma dal finestrino. Pochi secondi e via si riparte fine della visione.

Gentilmente fate mettere un paio di corse Cotral in più tra Rieti e il “Luogo del Primo Presepe del Mondo”? Ci vuole tanto? Anche solo d’Estate e a Natale? Avete davvero bisogno che un turista sfigato qualunque ve lo chieda?

Aggiornamento Gennaio 2016: per effetto della riforma degli orari Cotral con decorrenza 7 Gennaio 2016 (“più regolarità, più puntualità”), la corsa delle 8:15 è soppressa. Le partenze da Rieti scendono da 4 a 3 lasciando invariate le 3 superstiti: 06:35, 14:10, 17:55. Ringraziate la regione che ha tagliato i fondi per i trasporti.

Come tornare a Roma da Greccio

La linea Cotral è circolare, i bus appena arrivati a Greccio paese dopo la fermata proseguono subito per chiudere il cerchio e tornare a Rieti. Non ripassano davanti al santuario.

Capolinea e/o fermate principali

Il capolinea/fermata è qui, più centro di così…

I bus provengono da dietro nell’immagine, e poi proseguono per la strada che inizia a destra della chiesa.

Ecco invece la stazione ferroviaria, giusto così per verificare con mano quanto dista dal paese.

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2 pensieri su “Greccio (RI)

  1. Francesco

    Ciao Roberto, complimenti per il sito e per la ricchezza delle informazioni che contiene. Sono stato recentemente a Greccio con trasporti pubblici e vorrei comunicare la mia esperienza.

    Si tratta secondo me di un caso in cui il treno è in grado di sopperire ai limiti delle linee COTRAL. Da Roma (Termini o Tiburtina) è possibile raggiungere la stazione di Greccio con un cambio a Terni, in orari accettabili: nei giorni feriali, con orari di partenza (da Termini) e arrivo 7.58-9.38, 11.58-13.49, 13.28-15.06, 14.28-15.58 e altri più tardivi; al ritorno, 14.24-16.33, 15.38-17.42, 18.34-20.32, 20.10-22.25, 21.42-23.30. La combinazione 13.28-15.06 all’andata e 18.34-20.32 al ritorno mi sembra particolarmente favorevole.

    Più complicato il tragitto nei festivi (all’andata si passa da 5.45-8.45 a 13.28-15.09; al ritorno 16.52-20.32, con ben due interminabili ore per deliziarsi a Terni, a meno che qui non si opti per il più caro Intercity; poi 17.46.20-32, con ulteriore assurdo cambio previsto a Contigliano; poi 21.42-22.30).

    Il prezzo del treno, sola andata per il percorso basico (Roma-Terni in regionale e Terni-Greccio), è accettabile ma non bassissimo considerata la distanza in linea d’aria, 8,20 euro sia da Termini che da Tiburtina; permette di spendere qualcosina in meno l’altra opzione, su cui non mi dilungo ma praticabile, che prevede la tratta Roma-Rieti in COTRAL (4,50 euro) e il treno Rieti-Greccio (1,50 euro).

    Comunque il punto secondo me è che a Greccio può valere la pena andare soprattutto (o solo) per il santuario. La stazione sarà effettivamente a una decina di chilometri dal paese, e indubbiamente i trasporti in bus non garantiscono buoni collegamenti. Però il santuario dalla stazione dista solo quattro chilometri circa. Tutti in salita, è vero, però un discreto camminatore può arrivarci a piedi in un’ora al massimo. Una discreta fatica ma fattibile in una bella giornata. Le segnalazioni sono buone, la strada – per la maggior parte del percorso si chiama Via dei Frati – non ha marciapiede ma si può camminare senza grossi problemi, dato che non è trafficata e non mi risulta che si presenti il problema dei cani sciolti. Il ritorno dal santuario alla stazione, ovviamente in discesa, è quasi una passeggiata di salute.

    Chi desideri visitare il santuario e solo il santuario (il paese è indubbiamente più in là; onestamente non sono riuscito a identificarlo, il percorso fino al santuario è in un contesto rurale) e sia disposto a una discreta camminata, insomma, può farcela – prendendosela anche piuttosto comoda – contando tre ore dall’arrivo alla stazione alla ripartenza dalla stessa.

    Rispondi
    1. visilazio Autore articolo

      Ciao Francesco, grazie dei complimenti e del contributo.
      La strada che descrivi molto probabilmente è la stessa percorsa dai bus Cotral quando ci sono. Dal Santuario volendo arrivare al paese si deve poi prendere la prosecuzione della stessa strada che gira verso sud e cambia nome in Via S. Francesco.
      E’ vero che con buone gambe e buona volontà si può fare, del resto ci sono numerosi pellegrini che fanno tragitti ben più lunghi e difficili interamente a piedi. Quello che mi fa specie, e che ho cercato di esprimere nell’articolo, è che al giorno d’oggi non ci siano alternative alla “lunga passeggiata” se non si vuole ricorrere al mezzo privato. Fare il tragitto a piedi ha il suo perché ma dovrebbe essere una scelta, non l’unica soluzione. Per una località importante dal punto di vista turistico è ancora più scandaloso e dimostra tutta l’ipocrisia delle istituzioni quando si tratta di sostenere e promuovere il territorio. Ricordo per un periodo alla stazione Termini campeggiavano gigantografie con le meraviglie della regione Lazio; ora quante di quelle si potevano effettivamente raggiungere? E di quelle, si mettevano forse a spiegare come raggiungerle? Al massimo indicavano vagamente la stazione ferroviaria o il casello autostradale più vicino. E’ un paese a misura d’automobile questo, non di essere umano.
      Giustamente fai notare che il treno in questo caso può sopperire alle carenze Cotral. Purtroppo non riesco a scrollarmi dalla testa l’idea che qui dovrebbe al contrario essere il Cotral a sopperire ai limiti del treno (che non può certo salire su al santuario o al paese) ma non lo fa. Se poi da quattro corse si passa a tre è perché la regione taglia i fondi – la stessa regione delle gigantografie!
      Personalmente qualche chilometro di fila a piedi me lo sono già fatto in altre circostanze, a memoria:
      1) per scendere da Anticoli Corrado (RM), perché il bus non era passato e non mi andava di aspettare tre ore la prossima corsa: nel frattempo il sole sarebbe tramontato e se non fosse passato neanche il prossimo bus sarei dovuto comunque scendere a piedi ma al buio e quindi peggio
      2) per scendere da Trivigliano (FR), idem, con in più il problema delle coincidenze per Fiuggi o per Frosinone e da lì per Roma
      3) per salire a Cineto Romano (RM), perché il bus di mattina semplicemente non c’è: solo alba e pomeriggio – il bus l’ho usato per scendere
      4) da Orte scalo a Orte (VT), perché il bus urbano non era in coincidenza col treno la domenica mattina
      5) per scendere da Alviano (TR) alla stazione, di nuovo per corsa bus sospesa, inoltre i taxi da Orvieto non rispondevano
      Probabilmente succederà altre volte ma visti i rischi – non è detto che si concretizzino in pericoli, ma restano rischi da non dimenticare – di farsela a piedi preferisco lasciarla come ultima opzione: quando l’alternativa è “non tornare più a casa” o “buttare via la giornata” per me è quello il momento di ricorrere alle buone vecchie gambe.

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